Gianfranco Rosi prepara il film su Lampedusa

ROMA – Il cineasta Gianfranco Rosi a settembre si trasferirà a Lampedusa. “Voglio raccontare le storie dell’isola e dei lampedusani nella loro quotidianità, oltre l’emergenza che, comunque, è presente come un eco;” – dice il regista parlando per la prima volta del film, prodotto da Rai Cinema, Luce Cinecittà, Avventurosa e in co-produzione con la Francia. Aggiudicatosi  il meritato Leone d’Oro a Venezia per “Sacro GRA”, Gianfranco Rosi avrebbe voluto prendersi una pausa: ” speravo di potermi dedicare all’insegnamento, ma non è stato possibile. Non mi sono fermato neanche un giorno. I documentaristi, d’altronde, seguono l’attualità.
“A settembre mi trasferirò a Lampedusa perchè mi è sempre necessario vivere nella realtà che voglio raccontare; – spiega il regista – dagli incontri che farò nascerà il film. Non posso mai dire quanto tempo ci vorrà”. Il titolo iniziale, Mare Nostrum, era solo una provocazione. “Mi sono reso conto che è un titolo deviante e sbagliato, quindi è da considerare, assolutamente, provvisorio, anche perché i titoli dei miei film sono l’ultima cosa che scelgo”.
Rosi è stato per la prima volta sull’isola all’ inizio di quest’anno, invitato da Luce Cinecittà a realizzare un cortometraggio. “Ho capito subito che un corto non sarebbe bastato. Serviva un film. Di Lampedusa ci sono arrivate tantissime immagini, ma pochissime storie; l’isola rischia di essere vista come un contenitore e i lampedusani come comparse”.
Questo progetto per il regista è una grande sfida. “Ho sentito la responsabilità di non sottrarmi al racconto, anche perché, appena arrivato sull’isola, mi è stata donata una pennetta usb contenente un materiale straordinario che forse utilizzerò alla fine del film che  per me rappresenta un punto di arrivo. Nel corso dell’incontro a Roma, nella sede Rai di viale Mazzini, alla presenza del sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, della giornalista Laura Delli Colli e dell’Amministratore Delegato Paolo Del Brocco, il cineasta scherza su un possibile titolo, “Area rossa”, ma poi chiarisce: “Quello è il nome di un punto dell’isola, dove molto, probabilmente, girerò delle scene, poiché ci sono legate tante storie“.
Gianfranco Rosi rimane vago su come affronterà nel film l’emergenza migranti. Per quanto riguarda l’aspetto politico, afferma: “Se si pensa che quello che succede a Lampedusa sia un fenomeno momentaneo, non si è capito niente”.
Il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini è felice che il docu-film veda la luce sull’isola. “In questo modo potranno venire fuori gli occhi di Lampedusa, il senso di Lampedusa, non solo il suo ruolo”. Oltre al film di Rosi, l’amministratore delegato di Rai Cinema, Paolo Del Brocco ha annunciato altre iniziative per Lampedusa. Fra queste, l’aver donato una videoteca ai bambini e ai ragazzi dell’isola che sono circa 1200, anche se mancando un ospedale, le future mamme sono costrette ad andare a partorire a Palermo, come spiega Paolo Del Brocco. Inoltre, a inizio agosto, Massimo Ciavarro con “Lampedusa Cinema-Il Vento del nord” porta sull’isola film e protagonisti con la direzione artistica di Giovanni Spagnoletti e Laura Delli Colli. I primi tre titoli sono “La mafia uccide solo d’estate”, “La sedia della felicità” e “Smetto quando voglio “. Peccato che da anni l’isola non ha più un cinema! “La solidarietà si dimostra con gesti concreti – dice Del Brocco – e il settore pubblico qualche volta funziona, anzi più di quanto si dica“. Giusi Nicolini, ricordando l’importanza di Papa Francesco che ha mostrato un volto diverso di Lampedusa, sottolinea che “anche questi sono nuovi passi verso un possibile cambiamento. Non si può continuare a ignorare il destino di questi popoli che arrivano a nuoto, né possiamo tranquillizzare la nostra coscienza pensando che c’è quest’isoletta in mezzo al mare che fa di tutto per salvare le loro vite“. Ci ha tenuto a essere presente all’incotro anche la presidente della Rai, Anna Maria Tarantola la quale, sollecitata dall’associazione di promozione sociale “Accademia dei Pedagogisti” ha disegnato un sole con tanti raggi in segno di luce e di speranza; il disegno farà parte, insieme a quelli di altre personalità del mondo della comunicazione, cultura e spettacolo, di una mostra itinerante nelle scuole per contribuire a diffondere una cultura d’amore tra i popoli di ogni credo e razza.

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