My Italy, un capolavoro di film

Roma – My Italy è il film scritto, sceneggiato, diretto e interpretato dall’estroso Bruno Colella e prodotto da Angelo Bassi. “Originale, curioso, colto”. Questa la motivazione della Menzione Speciale ai Nastri D’Argento da parte dei giornalisti cinematografici. Quattro grandi artisti contemporanei in un inedito road movie che racconta l’Italia e gli italiani. E’ la storia di un film nel film, in cui l’autore dipinge, con inedita ironia, tipicamente partenopea, il mondo dell’arte contemporanea, raccontando l’Italia e gli italiani, attraverso le storie incrociate di 4 noti artisti internazionali che hanno scelto di vivere in Italia, coordinati, qui, dal celebre critico d’arte Achille Bonito Oliva. Un produttore italiano, interpretato da Bruno Colella, gira l’Europa insieme al suo segretario (Marco Tornese) in cerca di fondi per finanziare il suo nuovo film, “un progetto così particolare che pochi capiscono“; e figuriamoci se possono capirlo le banche! I protagonisti sono quattro stimati artisti contemporanei stranieri che hanno scelto di mettere radici a Roma e che in questo film si prestano al gioco con divertita autoironia. Si tratta dello scultore polacco Krzysztof Bednarski, il video-artista danese Thorsten Kirchoff, il pittore americano, che è anche un musicista, Mark Kostabi e il performance-artist malese, di origine cinese, H.H. Lim. Mentre il produttore continua la sua ricerca di finanziamenti, ai quattro artisti capitano strane avventure: la vedova (Lina Sastri) di un camorrista chiede, con preoccupante insistenza, allo scultore Bednarski di replicare per il marito lo stesso monumento funerario che l’artista ha dedicato a Krzysztof Kieslowski a Varsavia; un idraulico (Rocco Papaleo) comunica a Kirchoff che la sua opera, una installazione, alla Certosa di Padula, di un bagno-cruciverba perde acqua e va spostata per riparazioni; Kostabi va in giro, porta a porta, a tentare di vendere i suoi quadri e gli capita di doverli scambiare, suo malgrado, anche con un poema recitato da un’attrice (Piera Degli Esposti) o con pasti gratis nei migliori ristoranti di Roma, incassando finanche una elemosina da una trasteverina (Lucia Di Spirito). Lim, infine, s’ innamora di una turista italiana (Luisa Ranieri) vista a un tavolino del Caffè Greco, a Roma, e decide di seguirla…Bruno Colella, in questa ironica commedia dell’arte moderna, dipinta con colta originalità, riesce anche a non mettere in ridicolo gli artisti, ma a dipingerli nel loro vero e importante ruolo sociale di promotori di bellezza. Colella, per questo splendido film, si è avvalso della collaborazione di tanti artisti del mondo del teatro, del cinema e della musica, affidando loro piccoli e intensi ruoli; si tratta di personaggi del calibro di Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Lina Sastri, Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Serena Grandi, Sebastiano Somma (strepitoso nella sua inaspettata apparizione kitch nel ruolo di un gay) e gl’immensi Nino Frassica e Remo Remotti, ma anche molti musicisti della scena napoletana, quali i fratelli Eugenio ed Edoardo Bennato, Tony Esposito, Pietra Montecorvino, Enzo Gragnaniello, Nicola Vorelli e, tra gli altri, l’attore-regista polacco Jerzy Stuhr.
A collegare le vicende dei quattro artisti protagonisti e a contestualizzarli nella scena dell’arte contemporanea c’è il critico Achille Bonito Oliva, che qui esprime anche la sua intelligente ironia. My Italy è un inedito spettacolo delle arti, un diario di viaggio attraverso il mondo per approdare in Italia, un omaggio al mondo lunare degli artisti e ad alcune città, come la Roma sognata da Fellini o la Napoli debordante di musica, poesia e misteri.
A modo suo, geniale e sregolato, Bruno Colella ritrae, con energiche pennellate di vitalità e umanità, un Paese di pastafrolla, ma il Paese più bello del mondo che, seppur senza né capo né coda, sa sopravvivere a tutto.

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